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La bolla è scoppiata

Le gomme da masticare sono in crisi. Lancia l’allarme il Wall Street Journal, che rivela il calo dei consumi del chewing gum. Secondo dati di Euromonitor tra il 2010 e il 2018 il volume delle vendite è sceso del 4 per cento a livello mondiale e del 23 per cento negli Stati Uniti, il primo paese in cui furono commercializzate. Un prodotto nato su imitazione dei Maya, che masticavano abitualmente palline di gomma della pianta Chicle.

Diventate famose negli anni della Seconda Guerra Mondiale, quando i soldati statunitensi le trovavano all’interno del loro pasto giornaliero, le gomme, le cicche, le chicles, le cingomme – o quale sia la vostra variante dialettale – non tirano più come un tempo.

Le ragioni, secondo il Wall Street Journal, sono molteplici. Da una parte, le raccomandazioni dei dentisti, che ne sconsigliano l’uso. Dall’altra, una minor accettazione sociale del masticare in pubblico, specie se accompagnato dalle bolle. Dall’altra ancora, la spietata concorrenza delle mentine per rinfrescare l’alito. Ma il più temibile avversario potrebbe essere lo smartphone: oltre ad assorbire le nostre attenzioni nel tempo libero ci distrarrebbe nel preciso momento in cui solitamente si compravano i chewing gum, cioè in coda alla cassa del supermercato.

I produttori di gomme da masticare stanno già correndo ai ripari: sono allo studio varianti benefiche e terapeutiche. Il chewing gum potrebbe diventare un rimedio contro l’insonnia e il mal di testa, aiutare a combattere il jet lag, e sembra nasceranno anche gomme alla caffeina per migliorare la concentrazione, e al thc per rilassarsi. E’ ancora presto insomma per decretare la sconfitta di questo ormai antico scacciapensieri.

Certo, competere con una scatolina intelligente che ti mette in connessione con il mondo, ti mostra un sacco di video di animali buffi e all’occorrenza ti racconta pure la storia del chewing gum, non è per nulla facile. Le gomme da masticare hanno però un vantaggio dalla loro: quando scoppierà la bolla degli smartphone – soppiantati da un’Alexa, un Google Glass o da un microchip qualsiasi – non ci sarà alcuno schiocco. Finiranno nel dimenticatoio, tra altri rottami in qualche discarica Rwandese. Il chewing gum invece uscirà di scena con ben più grande onore: scoppieranno bolle, e si farà a gara a chi l’aveva fatta più grossa.

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