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Estetica della quarantena

Le città vuote si riempiono di una sublime bellezza proibita, immagine collaterale di una malattia globale. Si espongono architetture inosservate, si mostrano strutture sociali in cemento e mattoni. Dentro le mura delle case, altre architetture digitali strutturano l’isolamento, vendono l’unica chance di comunicazione in cambio di dati e controllo. Cosa vediamo? Un mondo che è cambiato improvvisamente a causa di un virus o una pandemia silenziosa che ci ha contagiato da tempo senza che facessimo nulla per evitarlo? Qual è il rischio più grande dello stato d’emergenza che disattiva la piazza? Qual è l’opportunità, la chance da cogliere?
Ne parliamo con il professor Dario Cecchi e il professor Stefano Catucci, docenti di Estetica alla Sapienza Università di Roma.

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