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L’ha fatto di nuovo

L’ha fatto di nuovo. Dopo il j’accuse pubblico lanciato l’altra sera in prima serata niente meno che al premier Conte, Enrico Mentana ha nuovamente ceduto al suo delirio di onnipotenza. Stavolta non in diretta tv, ma con un post al vetriolo sul suo profilo facebook: Sia ben chiaro: se davvero c’è qualche cialtrone che vuole violare le norme, ma soprattutto la decenza, e andare a manifestare il 25 aprile contro la Liberazione, io sono pronto, come spero tanti altri, a scendere in piazza per festeggiare la libertà e riaffermare il dovere di preservarla contro gli indifferenti e i neofascisti. Facciamoci sentire”.

In sostanza: come passare dalla parte della ragione a quella del torto, in 300 caratteri. Sia ben chiaro (perdonate la citazione): la festa della liberazione è sacra, come sacri sono i valori che rappresenta e il dovere di difenderli da chi li attacca o prova anche solo a metterli in discussione, magari in favore di una commemorazione delle vittime del Covid-19 (si veda assurda proposta di Ignazio La Russa qualche giorno fa.

Ma da qui a dire, in pratica, che se qualcuno viola le norme di sicurezza antivirus (giuste o meno che siano) per manifestare contro quei valori, allora Noi, intesi come popolo antifascista, saremmo in qualche modo legittimati a violare a nostra volta quelle norme, è appunto sintomo di delirio di onnipotenza, o quantomeno di poca lucidità.

Tralasciando il fatto che da un giornalista come Mentana, autoproclamato paladino dell’imparzialità, mister “Io non voto perché sarebbe eticamente scorretto”, ci si aspetterebbe un semplice racconto dei fatti, e non un commento degli stessi. Tralasciando i toni da “noi o loro”, da contrapposizione apocalittica, perfino da guerra civile.

Tralasciando tutto questo.

Ecco.

I valori del 25 aprile comprendono anche il rispetto dello Stato di diritto, del diritto alla salute sancito dalla Costituzione Repubblicana e (quella sì) antifascista. Delle regole stabilite da un governo democraticamente eletto per difendere gli interessi e la salute di tutti di fronte all’emergenza sanitaria, anche di quei “cialtroni” sopracitati. Se questi cialtroni non vorranno rispettarle, per giunta per motivi privi di fondamento, si confermeranno appunto tali.

Ma imitarli o inneggiare a farlo (con relativi rischi enormi per la salute pubblica), anche in nome di una giusta causa come la rivendicazione dei valori dell’antifascismo, è semplicemente una mancanza di rispetto nei confronti di chi, quei valori, li ha costruiti. La libertà si può festeggiare anche a casa, nel rispetto delle norme (temporanee) a cui purtroppo dovremo attenerci ancora per un po’. Per il bene di tutti, cialtroni compresi

M

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