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Cosa rimiri mio bel partigiano

“Il Governo Conte è più partigiano dei partigiani. Ma come? Ci impediscono di uscire di casa, di andare a lavorare, di andare a Messa o di praticare uno sport, ma alle associazioni partigiane viene consentito partecipare alle manifestazioni del 25 aprile?”. Queste parole sono state pronunciate dall’assessora regionale del Veneto Elena Donazzan, esponente di Fratelli d’Italia, il più evidente residuato post-bellico del partito fascista.

Donazzan fa riferimento alla decisione del governo, dopo un primo malinteso, di consentire ai rappresentanti dell’Associazione dei partigiani, l’Anpi, di partecipare alle cerimonie a ranghi ridotti per il 75esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, con la deposizione in moltissime città italiane di un fiore o di una corona al monumento o altro luogo significativo della Resistenza locale.

L’assessora, in pieno sfogo camerata, ha aggiunto: “Il problema non sono i partigiani, che ormai sono un centinaio in Italia, ma sono gli associati che non hanno più senso di esistere”. “Pretendo di conoscere, da cittadina e da assessore regionale – continua Donazzan – sulla base di quali evidenze scientifiche ed epidemiologiche il Governo abbia deciso di autorizzare questa deroga. Esiste forse un codice Ateco speciale per le attività dell’Anpi e dei partigiani?”.

Più che di codice Ateco, assessora, qui si parla di codice etico, che ha a che fare anche con la memoria, la storia e, in primissima istanza, con la libertà. Ma su una faccenda le possiamo pur dar ragione. “Ci impediscono di uscire di casa, di andare a lavorare, di andare a Messa o di praticare uno sport”, dice lei. Verissimo. E allora quale migliore occasione del 25 aprile per scendere in piazza, ri-occupare gli spazi pubblici e, nel rispetto primario della salute degli altri, reclamare i diritti che più volte, anche e soprattutto oggi, sono calpestati, oppressi e negati? Un atto di resistenza e di lotta per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. Da compiere, a maggior ragione, se quei luoghi minacciano di essere occupati dai neofascisti.

Non sarà certo con il pedissequo incitamento al rispetto del diritto positivo che tuteleremo e garantiremo i diritti collettivi. Se la Storia qualcosa insegna, è che resistere vuol dire in primis scegliere da che parte stare, e difenderla a costo di violare norme e prudenze. Buon 25 aprile a tutti

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