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Stay hungry, stay foolish

Milano riparte, è tempo di fase 2. Milano non si ferma: la città del modello Expo, del sindaco più liberal, delle apericene, Milano europea, Milano green, Milano globale, Milano città stato, la città delle week e degli eventi ipertrofici. Milano riparte, più friendly e open-mind che mai.

Ed ecco che la città più esclusiva di Italia non può che fare dell’esclusione uno dei pilastri su cui poggiare la propria galoppante ripartenza. Così, il Comune meneghino ha deciso di fare alcuni primi, importanti distinguo. Bene aiutare in questa fase di crisi provocata dal Covid gli ultimi, i poveri, gli emarginati, gli oppressi, ma con criterio. Va fatta una selezione smart.

Dunque, i buoni spesa che dovrebbero essere destinati ai “nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno”, come prevede l’Ordinanza della Protezione civile del 29 marzo scorso e per i quali il Comune di Milano ha ricevuto 5,8 milioni di euro, saranno destinati non più ai poveri tout court, ma soltanto alle famiglie che sono residenti e dimostrano di avere una casa di proprietà con mutuo ancora attivo oppure di abitare in un appartamento in affitto.

Sono dunque esclusi coloro che vivono nei campi rom, chi è ospite in strutture come parrocchie o centri di accoglienza o chi occupa abusivamente case popolari. Dalla graduatoria delle 13.475 famiglie alle quali il Comune aveva assegnato nei giorni scorsi il buono spesa, ne sono state cancellate 253.

Ci sono poveri e poveri, si intende. Milano non ha tempo per occuparsi di chi si ostina a non abbracciare la filosofia della città che riparte. Con buona pace di persone come Maria, occupante abusiva da 20 anni, non per scelta ma per necessità. “Siamo una famiglia di 4 persone residenti a Milano – scrive in una lettera indirizzata alla Brigata Franca Rame – Ormai da 20 giorni non abbiamo più neanche un euro e sinceramente sono disperata, speravo nei buoni che purtroppo oggi perché occupante abusiva mi hanno rifiutato, sono disperata e ormai allo sbando abbandonata dallo stato e non so più a chi chiedere aiuto”. Stay hungry Maria, Milano riparte.

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